MakingOff

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L’obiettivo, ridurre il divario fra l’arte e la sua fruizione, favorendo la condivisione fra gli attori – artisti e pubblico – attraverso un’esperienza di rilettura del processo creativo che sta alla base dell’opera.

Uno sguardo sul lavoro dell’artista, che viene spesso sottovalutato limitando la percezione al gesto, quale segno estemporaneo piuttosto che sintesi ed estrema espressione di un’elaborazione complessa. Da qui nasce MAKING OFF, rassegna di appuntamenti mensili che uniscono esposizioni ad eventi performativi secondo un format originale in cui il design dell’evento partecipa alla creazione di un dialogo tra l’artista, l’opera e chi la fruisce. Un’immersione nell’esperienza creativa da vivere come un’occasione partecipata e condivisa di dialogo, approfondimento e scambio.

 

1- Inizio e Fine // MakingOff# Francesco Bancheri

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Uno studio sul movimento e sull’uomo, nel suo interagire con l’altro e con il sé. Il gioco è quello dell’ombra e della luce, che rivelano universali incontri di anima e corpo seguendo le variazioni di forma create dai due ballerini rappresentati sulle tele. Lavori a metà tra fotografia e pittura, i quadri di Francesco Bancheri nascono da un personale percorso di elaborazione estetica e mentale della realtà e della sua rappresentazione nell’istante scelto dall’artista. L’osservazione dal vero di una danza, fatta di equilibri e sospensioni, viene bloccata dagli scatti fotografici, rimontati poi dall’artista in un video, di suggestione e ispirazione dada. Da questo nuovo filtro nascono poi le tele, in cui l’immagine si ferma di nuovo ma, grazie alla materia pittorica, torna a vibrare del movimento e degli arresti osservati e interiorizzati dall’artista.

A raccontare l’immaginario e il lavoro di Francesco Bancheri saranno i suoni minimal e le riprese video di Luigi Mazzei (aka VJ LUIS), che ha documentato, con un servizio girato all’interno dello studio del pittore, la sua personalità artistica.

In mostra, dunque, non solo le opere ma il luogo e il tempo da cui provengono, per capire come nasce il “gesto pittorico”.

 

2- Waiting for Trilogy // MakingOff#Natalia Saurin

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Waiting for Trilogy è un progetto work in progress composto da due video,  Something wrong e Everything is ok, per indagare con ironia il forzato autocontrollo, la finzione che tutto vada bene, i tentativi di nascondere tensioni pronte a esplodere da un momento all’altro. Due patinate scenografie speculari, due cucine identiche, una in total white che richiama il tentativo della Saurin di mantenere un atteggiamento zen, l’altra di un rosa-finzione che cerca di far sembrare perfetto il rapporto di coppia tra lei e il compagno.

Tutto sembra andare bene, l’ambiente è quello rassicurante del quotidiano ma a poco a poco la tensione aumenta; il ruolo che la Saurin assume come preconfezionato è troppo stretto, le dinamiche di coppia diventano ingestibili e tutti gli stereotipi le sfuggono di mano. La felicità sembra essere a portata di mano, basta attingere ad una sorta di fast food del benessere che fornisce fiori di Bach, antidepressivi, alcool e psicofarmaci ma…

A presentare e completare il lavoro dell’artista argentina saranno gli oggetti usati sul set delle due installazioni video, gli abiti di scena e le foto del backstage.

Un progetto sul tema della quotidianità, una trilogia sulla cucina e sul colore.

  • Natalia Saurin Per MakingOff

3-E-Rikama // MakingOff#Erika Latini

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“La mia ricerca parte dalla memoria, dai ricordi delle piccole cose, dalle sensazioni, dagli odori dell’infanzia. E’ l’ingenuità che si perde inevitabilmente con il crescere, con il disincanto.”

Il segno di Erika Latini è sicuro, spontaneo, veloce nel suo formare immagini prospetticamente costruite e piene di movimento, quasi bloccate in un istante instabile, destinato a perdersi. L’immaginario da cui l’artista trae ispirazione è quello delle favole e dei giochi per bambini, di vecchie fotografie e film del passato, che si mescolano dando luogo ad una realtà incantata, in bilico tra infanzia e età adulta.

Scarabocchi, pentimenti e schizzi sono rincorsi dalla linea spezzata dal ricamo, unica nota di colore, che segue come pittura alcuni particolari del soggetto. La rapidità dello schizzo è rallentata dal gesto lento e femminino del ricamare; l’incanto diventa disincanto, prendendo coscienza della sintesi e del lavoro meticoloso. Donne che si travestono da bambole-ballerine, da personaggi delle favole, antieroine stereotipate bloccate nel nulla, in un fondo astratto di cui non si curano.

Per questo appuntamento di MakingOff, progetto che focalizza l’attenzione sul processo creativo che sta alla base dell’opera, seguendo un percorso visivo e mentale che renda il fruitore partecipe della genesi artistica, la poetica dell’atto creativo sarà suggerita dal video Work In Progress, realizzato dall’artista insieme a Mirco Rinaldi.

La performance live del trio DERDREIECK (Enrica Gialanella – Violino, Alessandra Saliani – Casio, Stefano Di Trapani – Synth) seguirà idealmente il lavoro di Erika Latini, attraverso improvvisazioni di suoni e timbri “sintetici” e l’intervento del colore classico del violino.

  • Erika Latini per MakingOff

 

4-C’era questo nel piatto// MakingOff#Luigi Athos De Blasi

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Il piatto è quello degli anni ‘70, del servizio di famiglia, dagli altri vilipeso e relegato ai pranzi nella casa al mare, da Luigi Athos de Blasio caricato del fascino di tutte le forme geometriche del mondo.

Nel piatto del pittore, c’è ora tutto il suo, di mondo. L’oggetto in sé, nei quadri di De Blasio, muta di significato, tutto diventa barocco, carico e surreale, una volta passato attraverso la coscienza e l’estetica dell’artista.

Il risultato è il mondo come lui lo vorrebbe, didascalico, volutamente costruito sempre sulle stesse citazioni, fatto delle medesime cose. Marcato, definito e privo di sfumature. Ma la didascalia è quella dell’immaginazione, non dell’oggettività. La sua pittura è mentale e ogni oggetto acquista solitudine nei suoi quadri perché non è la realtà ad interessarlo, ma la sua rappresentazione. Osservando un quadro si avrà l’impressione di vedere scenografie in cui ogni dettaglio è quello principale, in cui ogni piano ha la medesima importanza degli altri; è l’artista stesso ad usare colore e segno per non dare un punto di vista privilegiato, al giallo che sfonda e  porta avanti si aggiunge una colatura che muove e disordina.

De Blasio guarda al mondo del circo e delle maschere, in particolare ad un certo tipo di cinema. All’ossimoro della triste gioia di Fellini, a Bertolucci, a Bergman, a Pasolini, Sternberg, Godard. Ad un ironico e struggente Totò a colori, che interpreta Picasso.

Sono quelle pellicole che fanno da allestimento e richiamo ai lavori in mostra: tele, disegni, schizzi e vasi dipinti che partecipano alla misurata entropia della creazione di De Blasio.

La serata vedrà anche la performance live di Mad.res.Klern, un progetto che spazia liberamente attraverso diversi linguaggi musicali, senza limitarsi ad un’unica categoria sonora. Mad.res.Klern e’ una one man band, composta di un musicista che ai virtuosismi chitarristici lega quelli elettronici. Non esiste un percorso didattico preconfezionato, ma piuttosto una personale ed attenta ricerca di nuove sonorità attraverso la tecnica, l’esperienza e le personali inclinazioni emotive. L’atmosfera e lo spettacolo che ne derivano sono vera e propria installazione sonora.

 La cucina creativa, come sempre all’interno della rassegna Makingoff, interpreterà l’immaginario dell’artista, richiamandolo nei piatti con forme e colori inaspettati.

 

CREDITS

Coordinamento Antonio Pizzola Visual Roberto Policastro Direzione artistica Vittoria Faro Testi e cura Melania Rossi Cucina Creativa Ivana Acciaioli

Video Luigi Mazzei, Marco Pisoni Organizzazione Lucia Tesfagabir, Valeria Galluzzi, Bianca Berardicurti, Emanuela Costa